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Dal Gianicolo Roma è lontana

Simone Ruggiero

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Testo brano

Dal Gianicolo Roma è un incanto
Le lucciole scintilliano
Troppo alto per sentire il pianto
Delle strade che gridano

Dai balconi Roma è lontana
Per chi cammina per le strade
Dove regna ancora sovrana la fame

E Colle Oppio non è solo memoria del tempo
È vita invisibile, sbattuta in mezzo a un campo
È vita che non è più vita
Che deve essere esaudita,
Che stringe il cuore e una speranza tra le dita
È essere fratelli dei cani
Nelle pieghe delle mani
È rimpiangere ieri e la paura del domani
Dal Gianicolo Roma non mette allegria
Dal Gianicolo Roma sembra una bugia

A Via del Corso c'è chi insegue il sole
Tra le nuvole per riscaldarsi
C'è chi ha perso le parole
Chi non vuole più ascoltarsi

Ed il tempo e la gente passa
Per la strada, assordante e festosa
Una colomba bianca dopo il volo si riposa

E ha ascoltato parole riempite di niente
Ha sentito i silenzi della gente
Ha lasciato balconi e terrazze
È scesa nelle piazze
A chi soffre ha portato dolcissime carezze

I turisti a Piazza di Spagna,
E i rifugiati di Via Marsala,
Ogni giorno guardano e vivono la storia di Roma

Dal Gianicolo Roma è lontana,
è lontano l'odore di vita
Dalla fontana della Barcaccia Roma è sparita

È sparita la dignità, è sparito il lavoro
Se ieri da Piazza Duomo si alzava forte un coro
Se ci bastava un po' di terra, per vivvere e morire
Oggi a queste condizioni non crederemo nel domani
Ma crediamo nei diritti sociali
Nella famiglia, nei doveri morali
In un futuro senza più sovrani
Dalle strade Roma è più umana
Dal Gianicolo Roma è lontana